Melanoma


Istituto nazionale tumori Napoli " fondazione G .pascale"
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Prof.Nicola Mozzillo

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Il Melanoma: metastasi viscerali

La comparsa di metastasi a distanza, pur essendo un evento grave, non deve escludere a priori la possibilità di un intervento chirurgico. Diversi studi hanno, infatti, dimostrato che il 15-20% dei pazienti con metastasi, beneficiano della terapia chirurgica che, in casi selezionati e con metastasi non viscerali, può assicurare una sopravvivenza a 5 anni del 35% con alcuni pazienti vivi anche a 10 anni.
La resezione curativa è possibile in un’elevata percentuale di casi, addirittura in oltre il 25% dei casi con metastasi viscerali, con un importante miglioramento della sopravvivenza. L’effetto citoriduttivo migliora, inoltre, la risposta immunitaria dell’organismo contro il tumore.
La comparsa di localizzazioni metastatiche avviene nell’86% dei casi in tempi differenti e con intervalli di tempo ampi in cui il paziente è libero da malattia. Solo nel 14% dei casi l’aggressione tumorale si realizza in tempi brevi con la comparsa di lesioni secondarie multiple e con interessamento di più organi viscerali senza, quindi, alcuno spazio per il trattamento chirurgico
I risultati della terapia chirurgica sono, comunque, superiori a qualsiasi altro trattamento attualmente disponibile, con una prospettiva futura incoraggiante sia per il miglioramento delle tecniche diagnostiche, in grado di identificare sempre più precocemente la ripresa di malattia, sia per una maggiore efficacia della terapia adiuvante, quali immunoterapia con vaccini o biochemioterapia.
La chemioterapia con Dacarbazina, approvata per il trattamento del IV stadio, ha dato risposte nel 10-20% dei casi, con durata mediana di 3-6 mesi e sopravvivenza oltre i sei anni inferiore al 2%.
Studi clinici di fase 3, comparando la Dacarbazina a combinazioni chemioterapiche, non hanno mostrato miglioramenti nel IV stadio, né vantaggi rispetto a semplici trattamenti di supporto.
Le bioterapie ad alte dosi hanno prodotto risposte complete solo nel 6% dei casi, con una mortalità del 2% correlata al trattamento. Il trattamento chirurgico rimane la scelta di elezione in tutti i casi di metastasi linfonodale o viscerale.

   

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