Il Melanoma: metastasi linfonodali
La comparsa di metastasi linfonodali è un evento relativamente frequente e strettamente correlato allo spessore del tumore. Circa il 60% dei pazienti con Breslow compreso tra 2 e 4 mm, in particolar modo quando è presente l’ulcerazione del tumore primitivo, è a rischio di sviluppare metastasi ai linfonodi locoregionali. Al momento della diagnosi, allorquando non c'è evidenza clinica, solo il 15-20% presenta metastasi occulte. L’introduzione della tecnica del linfonodo sentinella sembra aver risolto tale problematica eliminando di fatto una linfectomia d'elezione, che nell'80% circa dei pazienti si rivelerebbe un intervento non utile alla sopravvivenza del paziente, e non privo di complicanze e sequele funzionali.
La linfoadenectomia deve essere sempre ampia: in caso di linfectomia ascellare devono essere asportati i linfonodi di 1°, 2° e 3° livello unitamente al muscolo piccolo pettorale; in caso di linfectomia inguinale, le stazioni iliaco-otturatorie devono essere sempre dissecate in presenza di metastasi cliniche, mentre in caso di un linfonodo sentinella positivo micrometastatico, è possibile eseguire solo una linfectomia superficiale; in pazienti con localizzazione al collo, la linfectomia sarà estesa su tutti i cinque livelli, decidendo, a seconda dei casi, la necessità di conservare il muscolo sternocleidomastoideo, la vena giugulare e il nervo accessorio spinale. Per ciascuna linfectomia, secondo i protocolli internazionali, esiste un numero minimo di linfonodi da asportare per assicurarne la radicalità: almeno 15 per il cavo ascellare, 8 linfonodi per la linfectomia inguinale superficiale ed 8 per le stazioni iliaco-otturatorie ed, infine, almeno 15 per gli interventi sulle stazioni latero-cervicali.